FAQ2020-10-06T10:36:16+02:00

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Speriamo che i contenuti di questo sito siano sufficienti per valutare al meglio i nostri sistemi JVP 4×4, ma se dovessero esserci ancora dei dubbi, ecco una serie di domande e risposte che potrebbero essere utili.

la quantità e qualità delle nostre risposte potrà migliorare se ci farete avere nuove domande, attraverso la sezione Download, il campo della conoscenza migliorerà per tutti noi, grazie!

aspetto: i pannelli JVP 4×4 hanno sempre lo stesso aspetto superficiale? SI2020-10-06T10:35:06+02:00

Il processo di zincatura a caldo a caldo con metodo Sendzimir crea un aspetto estetico tipico per ogni produttore, in genere abbastanza omologato, anche se soggetto a variazioni legate ai processi, all’umidità ed alla temperatura degli ambienti dove l’operazione avviene.

Nel tempo, anche e soprattutto nel rispetto delle sempre più stringenti normative di sicurezza ecologica ed ambientale, i nuovi processi hanno ridotto di molto la dimensione delle “foglie” di zincatura, tanto che ora in commercio, per prodotti di qualità, esistono solo lamiere cosiddette “microfiorate”.

Anche se tutte “microfiorate”, le lamiere di adeguata qualità possono avere aspetti diversi, soprattutto in termini di lucentezza, aspetti chi divengono immediatamente evidenti nel caso di posa in grandi locali di pannelli realizzati con lamiere di diversa provenienza.

Per non incorrere nel problema, e per garantire la massima omogeneità visiva, per le superfici che resteranno in vista, sulla faccia superiore dei pannelli, JVP ha da tempo deciso di utilizzare esclusivamente lamiere con finitura B, meglio descritte come “skinpassate”.

La skinpassatura consiste in una successiva calandratura delle lamiere, tale da “schiacciare” i “microfiori” di zincatura, assicurando al tutto un aspetto un poco opaco ma sicuramente assai costante, anche tra produttori diversi.

Ciononostante, alcune lievi differenze possono permanere, ma la loro frequenza e caratterizzazione è limitatissima, tanto da poter venire considerata negli standard di omogeneità più stringenti: in ogni caso, l’eventuale differenza d’aspetto non pregiudica in alcun modo le prestazioni del prodotto.

comparazione: i pannelli JVP 4×4 sono migliorativi rispetto a pannelli in gessofibra? SI2020-10-23T11:03:09+02:00

Spessore, peso e plenum disponibile.

  • i pannelli JVP 4×4 C4TTM000 ha spessore totale di 29 mm, pesa circa 29 kg/m2 per assicurare una classe di portata 5/3.0/A/1 secondo UNI EN 12825 (classi crescenti da 1 a 6), senza necessitare di traversi: per una altezza finita di 170 mm il plenum per gli impianti è completamente disponibile per totali 141 mm;
  • Il pannello in solfato di calcio e fibre richiede uno spessore minimo di 34 mm pesa circa 51 kg/m2 per assicurare una classe 2/3.0/A/1 secondo UNI EN 12825 (classi crescenti da 1 a 6) bisogna prevedere traversi alti almeno 30 mm: per una altezza finita di 170 mm il plenum per gli impianti si riduce a 106 mm.

Resistenza superficiale, all’acqua ed all’usura.

  • Il pannello JVP 4×4 C4TTM000 nudo è completamente rivestito di lamiera d’acciaio zincata spessa 0,40 mm, in cantiere non si scheggia, non si ammacca, è perfettamente resistente ai graffi, alle incisioni, alle cadute d’oggetti, alle perdite d’acqua, che non viene assorbita e non rilascia alcuna polvere o detrito dovuti agli eventuali abusi durante posa e manutenzione;
  • Il pannello in solfato di calcio e fibre nudo non ha alcuna protezione meccanica superficiale quindi in cantiere può scheggiarsi ed ammaccarsi, non resiste ai graffi ai graffi, alle incisioni, alle cadute d’oggetti, alle perdite d’acqua perché è igroscopico e rilascia polvere e detriti dovuti agli eventuali abusi durante posa e manutenzione.

Rottura.

  • Il pannello JVP 4×4 C4TTM000 nudo, quando rompe per carichi superiori ali limite di classe (circa 1000 kg di carico incidentale esercitato su un pestone di 25×25 mm per la classe 5) mantiene la sua sostanziale integrità perché si piega ma non si spezza o frammenta mai, così impedendo al carico di finire sulla soletta sottostante;
  • Il pannello in solfato di calcio e fibre nudo, quando rompe per carichi superiori ali limite di classe (circa 600 kg di carico incidentale esercitato su un pestone di 25×25 mm per la classe 2) perde completamente la propria integrità perché si spezza o frammenta, così consentendo al carico di finire sulla soletta sottostante, attraversando tutta l’ampiezza verticale del plenum.
durata: quanti anni dura il pavimento JVP 4×4?2020-10-06T10:34:47+02:00

Tutti i sistemi JVP 4×4 sono composti da tre elementi combinati, quali lamiera zincata pressopiegata, anima in truciolare di legno riciclato FSC o gessofibra e colla a base vinilica catalizzata che li lega, generando di fatto una scatola in lamiera zincata che avvolge completamente il pannello sulle 6 facce.

Di per sé, singolarmente valutati, i tre componenti base hanno vita tecnica attesa superiore ai 50 anni.

Nelle norme di riferimento per i pavimenti tecnici sopraelevati, europea UNI EN 12825 e britannica PSA MOB PF2, largamente riconosciute ed adottate dal mercato mondiale, non esistono prescrizioni relative alla vita media dei prodotti.

Tuttavia, considerati la composizione, la tecnologia produttiva, la metodologia ed i luoghi di posa sempre interni e protetti da agenti atmosferici, indissolubilmente uniti al il rigoroso e puntuale rispetto delle dettagliate prescrizioni contenute nel proprio manuale JVP di Posa & Manutenzione, la vita minima attesa del prodotto sistema JVP 4×4 si attesta almeno sui 25 anni, periodo che JVP normalmente garantisce.

Esperienze specifiche di JVP dimostrano che a fronte di superfici installate superiori a 10.000.000 di metri quadrarti di sistemi JVP 4×4, in oltre 20 anni di attività mai una sola singola contestazione sulla qualità del prodotto è stata sollevata.

Esperienze mutuate anche dalla conoscenza storica di cantieri realizzati con sistemi simili al JVP 4×4 dimostrano che il periodo di 25 anni è stato largamente superato, in differenti luoghi geografici, sempre più spesso prevedendo il riutilizzo in nuovi cantieri di materiali recuperati e ricondizionati, in linea con la politica del riciclo e della circolarità, vera chiave di volta per la sostenibilità futura.

esterni, si può usare il pavimento JVP 4×4 in esterni? NO2020-10-06T10:37:40+02:00

Tutti i pannelli JVP 4×4, per ogni tipologia commerciale, sono costituiti da una capsula in lamiera zincata che avvolge completamente per incollaggio e fissaggio meccanico l’anima interna del pannello, in truciolare di legno FSC od in gessofibra, idonei solo per usi interni senza diretta esposizione continuativa all’acqua od a condizioni di costante umidità eccessiva

La lamiera utilizzata è del tipo DX51D+Z100 zincata a caldo con metodo Sendzimir, è idonea solo per usi interni senza diretta esposizione continuativa all’acqua od a condizioni di costante umidità eccessiva.

incollaggio: è necessario incollare le strutture JVP 4×4 al solaio sottostante? SI2020-10-06T10:34:37+02:00

I vantaggi del non dover prevedere traversi comportano un’unica necessità, quella di dover incollare saldamente la base dei supporti alla superficie della soletta su cui poggiano: incollare i supporti ne assicura la stabilità verticale durante il normale uso del pavimento sopraelevato, oltre a garantirne il perfetto posizionamento anche durante le operazioni d’ispezione o modifica.

La qualità dell’incollaggio è fondamentale per la buona riuscita dei lavori di posa e manutenzione, quindi vengono utilizzati collanti ad alta adesività e resistenza.

I risultati dell’incollaggio e della conseguente tenuta vengono ben descritti nella normativa Britannica PSA MOB PFPS/SPU, specificatamente dedicata ai pavimenti sopraelevati, mentre la normativa Europea UNI EN 12825 non risulta essere altrettanto esaustiva in materia: il nostro sistema JVP 4×4 è tuttavia certificato con entrambe le normative e supera agevolmente ogni richiesta.

Per maggior informazione sono disponibili (originale in lingua Inglese con sommaria traduzione in Italiano per il T15.00) copia degli articoli T14.00 e T15.00 della norma PSA MOB PF PS/SPU, completi degli schemi di prova.

marchio CE e DOP, i sistemi JVP 4×4 devono essere marchiati CE? NO2020-10-06T10:37:23+02:00

Allo stato attuale in Europa non esiste una specifica procedura codificata di marchiatura CE per i pavimenti sopraelevati, e di conseguenza non è possibile definire e stilare una dichiarazione DOP unificata.

Tutti i sistemi JVP 4×4 sono stati sottoposti alle prove significative secondo norme guida non solo Europee applicabili al settore, oltre che ad altre valutazioni accessorie e volontarie in tema di salvaguardia ambientale ed emissioni potenzialmente nocive.

Le schede tecniche che vengono allegate a tutte le transazioni commerciali contengono l’elenco delle norme rilevanti ed il livello di prestazione assicurato dallo specifico sistema pavimento sopraelevato JVP 4×4, di fatto costituendo una sorta di DOP, anche se non codificata.

Tutti i rapporti di prova ed eventuali certificati di enti terzi che comprovino la veridicità di quanto dichiarato nelle schede tecniche JVP sono disponibili sul sito istituzionalle ww.jvph.net od a semplice richiesta.

ossidazione: i pannelli JVP 4×4 ossidati si possono usare? SI, con cautela2020-10-06T10:34:21+02:00

A volte, a causa del fortuito contatto con l’acqua o con l’umidità eccessiva, se la condizione ottimale non viene prontamente ristabilita, la protezione di zincatura Z100 dei pannelli JVP 4×4 può attivare il suo specifico scopo, vale a dire l’ossidazione della parte superficiale esposta, che ha la specifica funzionalità di proteggere lo stato sottostante dalla corrosione.

L’evento è segnalato dal crearsi di una sorta di variazione d’aspetto della lamiera, con modifica del colore in bianco opaco, a volte con rilascio di piccole quantità di polvere: questa condizione è irreversibile e non consente quindi di poter ritornare all’aspetto originario dei manufatti.

Tuttavia, se il processo di ossidazione non ha interessato troppo in profondità la lamiera, la stessa non perde in alcun modo le proprie caratteristiche di resistenza meccanica, quindi non compromette le prestazioni generali del pannello coinvolto.

Il segnale di un eventuale superamento del limite protettivo, con conseguente aggressione all’acciaio del corpo della lamiera è l’apparire di macchie rosse di ruggine, inizialmente molto piccole ma progressivamente crescenti: in queste situazioni la lamiera che avvolge il pannello potrebbe pregiudicare la sua prestazione originaria, richiedendone inevitabilmente la sostituzione.

E comunque’ importante notare come le note esplicative qui sopra siano indicative, nel senso che ogni valutazione per le oggettive condizioni di ogni cantiere dovrà essere a cura di tecnici della sicurezza sul lavoro, sotto la loro esclusiva responsabilità.

pannelli nudi: si può usare il pavimento JVP 4×4 senza copertura? SI, con cautela2020-10-06T10:34:06+02:00

Di per sé, la lamiera zincata dei pannelli JVP 4×4 non viene successivamente trattata, tuttavia un suo eventuale utilizzo senza alcuna copertura addizionale non è da escludersi, quando rigorosamente valutato alla luce delle considerazioni più sotto riportate.

Le caratteristiche di resistenza all’abrasione dalla lamiera zincata sono note, essendo la superficie esposta sostanzialmente costituita da zinco, durezza Mohs tra 2,5,/3 e quella del sottostante da acciaio, durezza Mohs tra 4,5/5.

Ne consegue che, essendo i materiali che costituisco normalmente la polvere della strada e della terra cristallini, con durezze Mohs da 6 in su, i rischi e le possibilità di creare strisci e rigature camminando sulla lamiera nuda sono rilevanti.

Nel prevedere l’uso di pannelli JVP 4×4 non ulteriormente rivestiti, bisogna considerare le prerogative antiscivolo specifiche della lamiera zincata.

JVP ha eseguito, presso laboratori terzi, prove di scivolamento secondo le più diffuse norme internazionali, quali ENV 12633:1-2003, BS 7976-2: 2002 e B.C.R. metodo Tortus, disponibili a richiesta.

In linea generale, le disposizioni in Italia tengono conto dei risultati Tortus, per i quali la lamiera zincata è più che idonea per suole in gomma asciutta e bagnata e critica per le suole in cuoio asciutte, ma ovviamente i risultati dei test debbono essere valutati da tecnici della sicurezza sul lavoro, sotto la loro esclusiva responsabilità.

scricchiolio: i pannelli JVP 4×4 producono scricchiolii? NO2020-10-06T10:30:38+02:00

Tutti i sistemi JVP 4×4 sono composti da tre elementi combinati, quali lamiera zincata pressopiegata, anima in truciolare di legno riciclato FSC o gessofibra e colla a base vinilica catalizzata che li lega, generando di fatto una scatola in lamiera zincata che avvolge completamente il pannello sulle 6 facce.

Nella loro installazione naturale essi vengono posati completamente nudi, perché la successiva finitura verrà applicata in un secondo tempo, in funzione delle scelte tecniche ed estetiche del cliente.

Di conseguenza, i bordi di ogni singolo pannello sono accostati a quelli dei pannelli adiacenti, anch’essi costituiti da lamiera zincata.

Grazie alle proprie intrinseche caratteristiche, la lamiera zincata non è in grado di generare qualsiasi fenomeno di scricchiolio se messa in contatto con un’altra lamiera zincata, salvo quando un diverso materiale, come polvere o detrito, venga interposto.

Talvolta, se prima della posa delle coperture definitive il pavimento JVP 4×4 non fosse stato adeguatamente pulito, come da prescrizioni del manuale Posa & Manutenzione, la colla utilizzata potrebbe “intrappolare” i residui rimasti, spingendoli negli spazi tra pannello e panello, creando le condizioni qui sopra descritte.

In questo sfortunato caso, la soluzione potrebbe consistere nel rimuovere la copertura, sollevare I pannelli JVP 4×4 e pulirne accuratamente I bordi, ristabilendo la condizione di impossibile scricchiolio originarie.

traversi: sono necessari per i sistemi JVP 4×4? NO2020-10-06T10:31:12+02:00

La struttura portante del nostro sistema per pavimento sopraelevato JVP 4×4 si caratterizza per l’inutilità dell’uso di traversine di collegamento tra le teste dei supporti.

Infatti, il particolare disegno e la conseguente lavorazione realizzata sui perimetri dei pannelli assicurano agli stessi una notevole portata meccanica quando soggetti a carico, quindi escludono la necessità di aumentarne le prestazioni mediante l’uso di traversi d’irrigidimento.

Il sistema risulta così molto più efficacemente ispezionabile, perché dopo il sollevamento dei pannelli non è

necessario anche rimuovere i traversi ed inoltre, il “plenum” sottopannello è completamente utilizzabile, senza le limitazioni in altezza generate dalla sezione dei traversi stessi.

zincwhiskers: il pavimento JVP 4×4 rilascia particelle di zinco? NO2020-10-06T10:31:42+02:00

I pavimenti sopraelevati con pannelli metallici in acciaio, tipologia costruttiva ampiamente maggioritaria nel mercato mondiale, posati ovunque annualmente per moti milioni di metri quadrati, possono avere vari tipi di trattamento protettivo superficiale, quali la verniciatura, l’elettrozincatura a freddo (electroplating), e la zincatura a caldo metodo sendzimir (hot deep galvanization).

La protezione con verniciatura comporta possibili rischi di emissione di fumi pericolosi in caso d’incendio, mentre gli altri due trattamenti sono del tutto incombustibili.

Alcuni studi di parte sui “zincwhiskers”, peraltro non confermati da alcuna documentazione scientifica o confortati da limitazioni poste da normative tecniche Nazionali, Europee od Internazionali armonizzate, insinuano dubbi sulla ipotetica pericolosità rappresentata dalle particelle di zinco aggregate che dovessero prima crearsi e poi distaccarsi per sollecitazioni meccaniche dalle superfici trattate.

Mentre, in via del tutto teorica, si potrebbe forse ipotizzare una possibile problematica per quanto riguarda il trattamento dei elettrozincatura a freddo (electroplating) che si esegue su pezzi in acciaio grezzo già finiti, il trattamento di zincatura a caldo (hot deep galvanization), eseguito direttamente dai produttori di lamiera, lo esclude in via assoluta.

Tulle le lamiere utilizzate nella produzione dei pannelli per pavimento sopraelevato JVP 4×4 sono del tipo DX51Z100, cioè in acciaio con trattamento di zincatura a caldo (hot deep galvanization) e successiva passivazione eseguito alla fonte, quindi esenti da qualsivoglia possibile rischio, ancorché ipotetico, di creazione di “zincwhiskers”.

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